mercoledì 12 febbraio 2014

Girasole

Il girasole è una pianta erbacea che raggiunge notevoli dimensioni. Il fusto, che si presenta diritto e robusto può raggiungere un'altezza tra 1,5 e 2,2 metri. Le foglie sono grandi, semplici e dentate. La loro forma cambia a seconda della loro posizione sul fusto.

Il girasole presenta un'infiorescenza terminale a capolino detta "calatide", costituita da un affollamento di numerosi fiori. I fiori esterni sono i "fiori dei petali" e possono essere gialli, marroni, arancioni o di altri colori. Questi fiori sono però sterili. I fiori che riempiono il capolino sono chiamati "fiori del disco". I fiori del disco maturano e diventano semi. Tuttavia ciò che è comunemente chiamato seme è il realtà il frutto del girasole da cui poi si estrae l’olio commestibile e comunemente usato in cucina.
Il girasole va coltivato in ambienti caldi, si consiglia una temperatura minima tra i 12 ed i 14 gradi.
La semina avviene in genere ad aprile.
Il girasole è la più importante tra le 100 specie del genere Helianthus (propriamente il nome greco del girasole). Distinguiamo tra specie selvatiche e specie coltivate.
I girasoli selvatici sono considerati una pianta infestante che crescono indesiderata nei campi di mais, soia e fagioli e possono avere effetti negativi sul raccolto.
Le differenti varietà coltivabili di girasole sono in genere degli ibridi differenti tra loro sia per la mistura di acidi grassi presenti nel seme che per il ciclo di maturazione, intervengono infine diverse tonalità di colore e leggere variazioni del fiore. 
 
Curiosità: Il girasole viene citato anche nella mitologia greca, si narra, infatti, che una ragazza di nome Clizia si fosse invaghita del dio Apollo (il dio del sole) e per questo fissava costantemente il suo carro nel cielo. La leggenda narra che dopo nove giorni la giovane ragazza venne trasformata in un girasole. Il significato della leggenda (menzionata ne Le Metamorfosi di Ovidio) ha evidenti riferimenti con il movimento eliotropico del girasole.

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